Adriano Sofri nel suo bell`articolo di ieri su Repubblica scriveva a proposito della richiesta di tenere aperti i negozi il 1 Maggio: ... Devono esserci giorni in cui i soldi sono secondari, in cui il tempo non sia denaro. Feste di Liberazione. Giorni - pochissimi, abbiamo visto - in cui si sospenda d`esser uomini d`affari, e si sia semplicemenete uomini, e donne e bambini.Chi lavora in un esercizio commerciale, grande o piccolo, assunto o precario, con orari che fanno sorridere o piangere, come preferite, al ricordo della conquista eroica delle 8 ore,non è affatto "libero" di accettare o no la richiesta del suo datore di lavoro. Non c`è parità fra padrone e dipendente , nè ci si può appellare al padrone buono e comprensivo......Un negoziante ha dichiarato: "Ma in che mondo vivono i sindacati?" Ecco, a me è sembrato un gran complimento. In un altro mondo.
Nel sollecitare a tutti quanti la partecipazione al corteo di domani in p.zza Mercatale alle ore 10,30 oppure nei modi e nei luoghi più disparati (ci sono nella ns. provincia moltissime iniziative quest`anno) richiedo di soffermarvi un attimo a riflettere sul fatto che non ci sono rimasti molti momenti in cui possiamo esprimere con orgoglio l`idea di appartenere a qualcosa. Domani è uno di questi.
Buon primo Maggio a tutti.
Daniele Monticelli Segretario FLC - Prato
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