Effetti sulle pensioni del rinnovo del CCNL “Istruzione e ricerca” 2022/24
Come già accaduto con i precedenti rinnovi, l’intero aumento tabellare riconosciuto a regime dal nuovo contratto verrà trascinato anche nel calcolo della pensione, secondo le tempistiche e gli importi previsti per ciascuno scaglionamento.
Per chi è andato in pensione nel corso del 2022 e degli anni successivi è previsto il ricalcolo dell’assegno pensionistico e della liquidazione (TFR/TFS). Tuttavia, per coloro che sono cessati dal servizio negli anni 2022 e 2023 non sono previsti arretrati contrattuali, mentre questi ultimi vengono riconosciuti a chi ha maturato il diritto alla pensione a partire dal 2024.
Come già accaduto con i precedenti rinnovi, l’intero aumento tabellare riconosciuto a regime dal nuovo contratto verrà trascinato anche nel calcolo della pensione, secondo le tempistiche e gli importi previsti per ciascuno scaglionamento. L’Amministrazione è tenuta ad aggiornare l’inquadramento economico di ogni singolo dipendente cessato dal servizio durante la vigenza contrattuale e a comunicare i dati aggiornati all’INPS, che provvederà alla riliquidazione della pensione sulla base delle nuove informazioni, secondo la cosiddetta procedura dell’“ultimo miglio”. Il tutto dovrebbe avvenire in modo automatico, senza necessità di apposita richiesta da parte dell’interessato.
Nonostante ciò, il pensionato può comunque sollecitare l’aggiornamento, anche tramite Patronato o Sindacato Pensionati, oppure – come accaduto in occasione del triennio 2019/2021 – inoltrare una diffida formale all’Amministrazione, qualora i tempi risultassero eccessivamente lunghi o si riscontrassero ritardi nell’adeguamento della pensione.
Per ulteriori dettagli e per ricevere assistenza personalizzata, consigliamo di rivolgersi alla sede locale del nostro sindacato, che potrà fornire informazioni aggiornate e supporto nella gestione delle pratiche pensionistiche.






