Ultima modifica: 5 febbraio 2026
FLCGILPRATO.IT > News > La FLC CGIL scrive al Ministro Tajani: difendere il sistema educativo e democratico del Rojava

La FLC CGIL scrive al Ministro Tajani: difendere il sistema educativo e democratico del Rojava

Una lettera per richiamare l’attenzione del Governo italiano su quanto sta accadendo nel Nord-Est della Siria.

05/02/2026

La FLC CGIL ha inviato una lettera formale al Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per richiamare l’attenzione del Governo italiano su quanto sta accadendo nel Nord-Est della Siria, in particolare nei territori del Rojava.

Nella lettera, datata 4 febbraio 2026, la FLC CGIL esprime forte preoccupazione per l’escalation militare e politica che sta mettendo seriamente a rischio insegnanti, studenti, sindacalisti e l’intero sistema di istruzione pubblica costruito in oltre dieci anni di conflitto. Un sistema educativo pluralista, inclusivo e laico che ha garantito il diritto all’istruzione nelle lingue madri alle diverse comunità della regione – curde, arabe, siriache, armene – e che oggi rischia di essere smantellato .

Particolare attenzione viene rivolta all’UTNES, che rappresenta oltre 40.000 educatrici ed educatori, e che da anni opera in condizioni estreme per difendere una scuola pubblica fondata sull’uguaglianza di genere, sulla libertà pedagogica e sulla partecipazione democratica. I recenti sviluppi politici e militari, uniti al progressivo disimpegno internazionale, stanno però portando alla chiusura delle scuole, allo sfollamento forzato del personale educativo e alla distruzione delle strutture sindacali e comunitarie.

Il contesto internazionale rende la situazione ancora più grave: il mutamento degli equilibri geopolitici in Siria ha lasciato la popolazione curda e le istituzioni civili del Rojava sempre più esposte, facendo svanire il progetto di autonomia democratica che aveva rappresentato un’esperienza unica nel Medio Oriente.

Con questa iniziativa, la FLC CGIL chiede al Governo italiano di intervenire sul piano diplomatico per:

  • proteggere insegnanti, studenti e istituzioni educative nel Nord-Est della Siria;
  • difendere il diritto a un’istruzione pubblica, inclusiva, laica e in lingua madre;
  • contrastare qualsiasi ristrutturazione forzata dei sistemi educativi che limiti diritti sindacali, libertà pedagogica e uguaglianza di genere;
  • sostenere un monitoraggio internazionale che riconosca l’istruzione come elemento essenziale di ogni processo di pace.

Questa presa di posizione non è un atto isolato, ma si inserisce in un percorso di solidarietà costante che la FLC CGIL porta avanti da anni a fianco del popolo curdo e degli insegnanti del Rojava. In passato, il sindacato ha già espresso il proprio sostegno all’UTNES e al modello educativo della Siria del Nord e dell’Est, riaffermando il valore universale dell’istruzione come diritto fondamentale e strumento di emancipazione democratica.

La FLC CGIL continuerà a mobilitarsi, in Italia e nelle reti sindacali internazionali, affinché il silenzio della comunità internazionale non diventi complicità nella cancellazione di un’esperienza educativa e sociale costruita con coraggio in uno dei contesti più difficili del mondo.

—————————-

Roma, 4 febbraio 2026
Prot. n. 50/2026 GF/GP-stm
All’Onorevole Antonio Tajani
Ministro degli Affari Esteri  e della Cooperazione Internazionale

Oggetto: Appello urgente in difesa di insegnanti, studenti e istituzioni educative nel Nord-Est della Siria.

On. Ministro Antonio Tajani,  scriviamo a nome della FLC CGIL, membro di Education International, per esprimere il nostro profondo allarme per l’escalation della violenza nel Nord-est della Siria e il suo devastante impatto su insegnanti, studenti, sindacalisti e il sistema di istruzione pubblica della regione.

Richiamiamo particolare attenzione nei confronti dell’Unione degli Insegnanti della Siria del Nord e dell’Est (UTNES), che rappresenta oltre 40.000 educatori, e al sistema educativo pluralista e inclusivo, costruito durante oltre un decennio di conflitto, che ha permesso ai bambini delle comunità curde, arabe, siriache, armene e di altre comunità di imparare nelle loro lingue madri e partecipare a attività democratiche, educazione di genere, radicata nella comunità.

Oggi, questo sistema affronta una minaccia immediata ed esistenziale. I progressi militari e la pressione politica stanno assediando le regioni amministrate dai curdi, portando alla chiusura delle scuole, allo spostamento forzato di educatori e allo smantellamento delle strutture sindacali e comunitarie dell’educazione. C’è un grave rischio che questo sistema pubblico, inclusivo e laico venga sostituito da modelli autoritari o imposti religiosamente che minano la libertà accademica, l’uguaglianza di genere e i diritti di insegnanti e studenti.

Per questo motivo esortiamo il Governo italiano a prendere immediatamente provvedimenti per:

  • porre fine alla guerra e agli attacchi contro la popolazione curda e salvaguardare i diritti democratici e delle minoranze in Siria
  • proteggere di insegnanti, studenti e istituzioni educative nel Nord-Est della Siria, in linea con il diritto internazionale umanitario
  • sostenere il diritto a un’istruzione pubblica inclusiva, lingua madre e laica per tutte le comunità della regione
  • condannare qualsiasi ristrutturazione forzata dei sistemi educativi che limiti i diritti linguistici, l’autonomia sindacale, l’uguaglianza di genere o la libertà pedagogica
  • incoraggiare il monitoraggio internazionale e l’impegno diplomatico per garantire che l’istruzione rimanga una componente protetta ed essenziale di qualsiasi accordo politico o postconflitto.

Gli educatori del nord-est della Siria hanno dimostrato un coraggio e un impegno straordinari nel costruire un sistema educativo in condizioni di guerra, sfollamento e blocco. Il loro lavoro merita protezione e supporto.

Vi esortiamo ad agire senza indugio.

Cordiali saluti.

 Il Segretario generale FLC CGIL

                                                                                                                                     Gianna Fracassi