Curriculum della Studentessa e dello Studente: pubblicato il decreto con le integrazioni richieste dal garante per la protezione dei dati personali
Il decreto ridefinisce la struttura del Curriculum con una quarta sezione in cui sono indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove INVALSI.
In data 5 febbraio u.s. è stato pubblicato il Decreto Ministeraile 2 del 9 gennaio 2026 che contiene anche l’allegato A con la descrizione delle modalità operative di alimentazione dei dati personali e delle informazioni del Curriculum. Il decreto era atteso e la FLC CGIL ne aveva fatto richiamo in occasione del recente pronunciamento del garante per la protezione dei dati personali.
La necessità di aggiornare il modello del Curriculum della studentessa e dello studente deriva dalle modifiche apportate dal decreto-legge 9 settembre 2025 n. 127 all’articolo 21, comma 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62. Tali modifiche hanno previsto che nel curriculum siano introdotti anche gli esiti dei livelli di apprendimento conseguiti nelle prove a carattere nazionale restituite da INVALSI, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione, unitamente alla certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese.
Ricordiamo che il Curriculum della studentessa e dello studente è associato, tramite un numero identificativo, al Diploma e può essere acquisito, a discrezione delle studentesse e degli studenti, in maniera separata da quest’ultimo.
Al provvedimento è collegato come parte integrante anche l’allegato B che descrive i profili funzionali e tecnici afferenti al Curriculum e le relative modalità di integrazione, trasmissione e alimentazione dei dati personali e delle informazioni nell’ambito della Piattaforma Unica.
La posizione della FLC CGIL
La FLC CGIL ha sempre mantenuto il giudizio negativo verso l’utilizzo massivo dei test standardizzati che anche a questa maggioranza di governo sta utilizzando in forma sempre più pervasiva. Con questo provvedimento, infatti, si consolida definitivamente la volontà di sovrapporre la valutazione standardizzata delle prove INVALSI a quella espressa, nell’ambito della funzione di certificazione legata al valore del titolo di studio, dalla professionalità docente a cui, unicamente, spetta la valutazione individuale degli apprendimenti di studentesse e studenti articolata e condivisa, collegialmente, nei consigli di classe.
Per la FLC CGIL, infine, la valutazione da parte di INVALSI, così come previsto dalle motivazioni costitutive dell’ente, non dovrebbe avere carattere classificatorio, ma, al massimo, dovrebbe essere finalizzata a valutare l’efficienza e l’efficacia complessiva del sistema di istruzione e a individuare le strategie di miglioramento da implementare nella progettazione formativa e nelle pratiche educative.






