Referendum giustizia 2026: 4 marzo, secondo focus online con le ragioni del NO
Il nostro contributo sugli effetti di una modifica costituzionale che potrebbe indebolire la magistratura e la sua autonomia
Il 22 e 23 marzo 2026 il Paese è chiamato a esprimersi su una riforma costituzionale che riguarda l’assetto della magistratura. La legge è già stata votata in Parlamento, non raggiungendo la maggioranza dei due terzi. È quindi necessario il passaggio attraverso il referendum costituzionale confermativo. Per saperne di più.
Il referendum sulla giustizia spiegato semplice |
La CGIL ha deciso di essere parte del comitato civile per il NO, perché ha avvistato nella riforma Nordio tutti i segnali di un disegno autoritario che riduce la democrazia e mina la giustizia e la Costituzione. Il referendum sulla giustizia non riguarda un marginale dettaglio tecnico. Mette in discussione il modello di organizzazione interna della magistratura e il modo in cui si esercita l’autogoverno.
Capire cosa cambia davvero è essenziale per evitare semplificazioni e scegliere in modo consapevole. Con questa convinzione, la FLC CGIL promuove una serie di focus online di approfondimento per analizzare le motivazioni che stanno alla base della scelta del No, attraverso un dibattito, il più possibile accessibile e scevro dai tecnicismi, rivolto a lavoratrici e lavoratori dei settori della conoscenza con giuristi, esperti ed esponenti della società civile contrari alla riforma.
Dopo il primo focus dello scorso 25 febbraio, mercoledì 4 marzo, alle ore 17:00, si terrà il secondo appuntamento.
Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale FLC CGIL, e Mimmo Denaro del centro nazionale FLC CGIL dialogheranno con Aurora Notarianni, avvocata del Foro di Messina e del Comitato Avvocati per il NO, e Roberto Fontana, Consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura.
Parteciperà la segretaria generale FLC CGIL, Gianna Fracassi.
L’approfondimento sarà trasmesso sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della FLC CGIL nazionale.







