Ultima modifica: 2 aprile 2026
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Organici scuola 2026/207: ATA, i tagli che infieriscono sulla qualità del servizio e sugli alunni con disabilità

Dalle scuole ci viene segnalato come i tagli governativi, pur a fronte dell’aumento degli alunni, delle classi, degli alunni con disabilità riducano unità organiche preziose per la qualità del servizio

02/04/2026

Come volevasi dimostrare, i tagli governativi all’organico ATA si abbatteranno sulla qualità del servizio in maniera assai pesante e a farne le spese saranno soprattutto i più deboli, gli alunni con disabilità.

Facendo delle simulazioni sul SIDI (sistema di comunicazione del Ministero dell’istruzione) in merito al proprio organico di diritto per il prossimo anno scolastico 2026/2027 le scuole potranno facilmente vedere l’esito dei tagli.

Esempio emblematico. In un istituto superiore complesso (due licei, due tecnici, due professionali) dove le classi aumentano di cinque unità, gli alunni aumentano di circa 100 unità e gli alunni con disabilità aumentano di 7 unità, il numero dei collaboratori scolastici, invece di corrispondentemente aumentare… diminuirà di una unità!

È l’effetto delle scelte Meloni-Valditara che ha programmato il taglio di 2.174 unità di collaboratori scolastici, proprio a danno di quel personale, i collaboratori scolastici appunto, che, secondo le raccomandazioni del Garante per la tutela delle persone con disabilità, si devono far carico di assicurare l’assistenza igienica e personale di tali allievi.

Ed è qui la contraddizione più grave: mentre i tagli ai collaboratori scolastici sono immediati, la figura dell’operatore scolastico – prevista proprio per rafforzare l’assistenza agli alunni con disabilità e che doveva essere introdotta già dal 2024/2025 – viene rinviata al 2027/2028.

Un vuoto organizzativo che le scuole non sono in grado di colmare e che ricadrà inevitabilmente sugli alunni più vulnerabili e bisognosi di cure.

Con le opportune iniziative che metteremo in campo, saremo al fianco delle famiglie, del personale e delle scuole per contrastare questa deriva che va fermata a tutela della qualità del servizio e dei piani formativi.