Ultima modifica: 3 giugno 2026
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Filiera tecnologico professionale: il TAR Sardegna blocca un percorso quadriennale e conferma la centralità degli organi collegiali sempre ribadita dalla FLC CGIL

Annullata in un istituto di Sassari l’attivazione del nuovo percorso integrato “4+2” perché priva della necessaria delibera del Collegio dei docenti. Confermata la posizione chiaramente espressa dalla FLC CGIL e oggetto di un ricorso pendente davanti al TAR Lazio.

03/06/2026

In data 23 maggio 2026, il TAR Sardegna ha annullato gli atti che avevano portato all’attivazione del percorso sperimentale integrato “4+2” in un istituto di Sassari, accogliendo il ricorso presentato da alcuni componenti del Collegio dei docenti. La decisione rappresenta un importante riscontro alle posizioni sostenute dalla FLC CGIL sul ruolo deliberante degli organi collegiali nelle scelte che incidono sull’offerta formativa delle scuole. Nel ricorso si chiedeva l’annullamento della richiesta di attivazione il percorso della filiera formativa tecnologico professionale, supportata esclusivamente dalla delibera del Consiglio di Istituto.

Tra le motivazioni richiamate dal TAR assume particolare rilievo l’argomentazione sulle modalità di svolgimento e comunicazione dell’iter di adozione del percorso della filiera formativa tecnologico professionale da parte della dirigenza scolastica che, nonostante l’obiettiva rilevanza delle scelte relative all’adozione del nuovo percorso, non ha garantito al collegio docenti il necessario confronto collegiale negando, in questo modo, i principi del contraddittorio vanificando il corretto svolgimento del procedimento previsto dalla normativa vigente.

La sentenza rinforza la posizione da sempre espressa dalla FLC CGIL: il Collegio dei docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’istituto, come previsto all’ art. 7 del Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994. In particolare, poi, con l’autonomia scolastica introdotta dal DPR 8 marzo 1999, n. 275 con l’art. 3, comma 4 le competenze del Collegio dei docenti si sono ampliate e definite. Del resto, anche la legge 107/2015, pur rafforzando il ruolo dirigenziale lo ha qualificato, comunque, in relazione alle competenze degli organi collegiali (vedi comma 78 della L.107/2015).

Per la FLC CGIL, pertanto, la proposta di attivazione di un nuovo percorso formativo all’interno di una istituzione scolastica deve prevedere obbligatoriamente la delibera del Collegio dei docenti oltre che del Consiglio di Istituto anche a garanzia della condivisione tra i docenti e l’intera comunità educante delle scelte curricolari e metodologiche e delle scelte generali e organizzative.

In base alla sentenza del TAR di Sardegna, inoltre, al collegio deve essere garantita anche la possibilità del contraddittorio e del giusto procedimento soprattutto se si considera l’importanza strategica e organizzativa dell’adozione di un percorso di filiera formativa tecnologico professionale per la quale non è assolutamente possibile scavalcare la previa pronuncia del Collegio dei docenti.

Proprio su questo punto, infatti, la FLC CGIL ha già avviato un procedimento, in attesa di definizione, impugnando il  Decreto Ministeriale n. 221 del 14 novembre 2025 – concernente il consolidamento e lo sviluppo della filiera formativa tecnologico professionale – perché, ignorando questo principio, il decreto ha esposto le scuole a provvedimenti viziati da illegittimità (come accaduto nel caso dell’istituto di Sassari) svuotando di significato il ruolo democratico degli organi collegiali.