La FLC CGIL scrive al Consolato siriano: “Rispettare il diritto all’istruzione in lingua madre nel Nord e Est della Siria”
Nell’ambito di una campagna internazionale di EI, una iniziativa di solidarietà con i colleghi del sindacato UTNES.
La FLC CGIL, in sinergia con la federazione internazionale Education International (EI), ha inviato una lettera formale all’attenzione del Console della Repubblica Araba di Siria a Roma per esprimere forte preoccupazione riguardo alla decisione di limitare l’insegnamento della lingua curda a sole tre ore settimanali nelle scuole del Nord e dell’Est della Siria. La misura, che riduce drasticamente lo spazio riservato all’apprendimento linguistico e culturale curdo, rischia di compromettere il diritto fondamentale delle bambine e dei bambini a ricevere un’istruzione nella propria lingua madre, oltre a mettere a rischio la stabilità professionale di centinaia di educatori ed educatrici della regione.
L’allarme è stato lanciato dall’Unione degli Insegnanti nel Nord e nell’Est della Siria (UTNES), organizzazione sindacale affiliata a Education International. Dal 30 agosto, e in ultimo nella giornata del 16 settembre, lavoratrici e lavoratori della conoscenza si sono mobilitati pacificamente ad Hasakah per rivendicare l’importanza del plurilinguismo e chiedere un tavolo di confronto con le autorità.
Nella missiva inviata a firma della Segretaria Generale Gianna Fracassi, la FLC CGIL esorta il Consolato a farsi portavoce presso il Ministero dell’Istruzione siriano per avanzare precise richieste:
- Riconsiderare il taglio orario: Ripristinare il pieno insegnamento della lingua curda come componente strutturale del sistema educativo.
- Tutelare il diritto allo studio: Garantire agli studenti un percorso scolastico inclusivo e di qualità che valorizzi l’identità culturale e linguistica locale.
- Salvaguardare le competenze del personale: Proteggere il lavoro svolto negli anni dagli insegnanti nella strutturazione di curricula, metodologie pedagogiche e materiali didattici.
- Avviare un dialogo sociale effettivo: Coinvolgere i sindacati e i rappresentanti degli insegnanti in ogni futura riforma curricolare o linguistica.
Come ribadito nel testo inviato al Console, l’accesso all’istruzione nella lingua madre rappresenta un pilastro essenziale per la coesione sociale, la democrazia e la costruzione della pace. La FLC CGIL conferma il proprio costante impegno al fianco del personale scolastico siriano e di tutte le organizzazioni sindacali che nel mondo si battono per la difesa dei diritti educativi e del lavoro dignitoso.
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Roma, 16 settembre 2026
Alla cortese attenzione del Signor Console
Consolato della Repubblica Araba di Siria
Piazza dell’Aracoeli, 100186 Roma (RM)
Oggetto: Preoccupazioni riguardo alla riduzione dell’insegnamento della lingua curda nel Nord e nell’Est della Siria.
Illustrissimo Signor Console,
scriviamo a nome della FLC CGIL, membro di Education International, per esprimere la nostra profonda preoccupazione per la recente decisione di limitare l’insegnamento della lingua curda a tre lezioni a settimana per gli studenti curdi nel Nord e nell’Est della Siria, una misura che minaccia il diritto dei bambini curdi di imparare nella loro lingua madre e rischia di minare il lavoro e la sicurezza professionale degli educatori di lingua curda.
Siamo stati informati dall’Unione degli Insegnanti nel Nord e nell’Est della Siria (UTNES), affiliata come la FLC CGIL a Education International, delle diffuse preoccupazioni che questa decisione ha generato tra insegnanti, operatori dell’istruzione, studenti e comunità locali. Il 30 agosto 2026, gli insegnanti si sono riuniti pacificamente a Hasakah per esprimere le loro preoccupazioni e chiedere un dialogo significativo sulle implicazioni di questa misura per l’istruzione nella regione.
L’accesso all’istruzione nella propria lingua madre rappresenta un diritto educativo fondamentale e un fattore essenziale per promuovere un’istruzione di qualità, inclusiva ed equità.
Siamo preoccupati che ridurre l’insegnamento della lingua curda possa compromettere le opportunità degli studenti di sviluppare pienamente competenze linguistiche, accademiche e culturali nella lingua madre, soprattutto dopo anni di investimenti nell’educazione e nello sviluppo curdo.
Siamo altrettanto preoccupati per l’impatto di questa decisione sugli insegnanti. Per molti anni, gli educatori hanno dedicato sforzi significativi allo sviluppo di curricula, materiali didattici, metodologie pedagogiche, competenze professionali e sicurezza del lavoro. Cambiamenti di questa portata, introdotti senza adeguata consultazione con insegnanti e organizzazioni rappresentative, rischiano di indebolire il contributo professionale degli educatori e di trascurare la preziosa esperienza accumulata nel settore educativo.
Per la FLC CGIL, come per Education International, insegnanti e sindacati sono partner essenziali nella definizione di politiche educative efficaci. Un dialogo sociale significativo e la consultazione con i rappresentanti degli operatori dell’istruzione sono fondamentali per garantire che le riforme educative siano sostenibili, basate su evidenze e rispondano alle realtà di scuole e aule.
In questo contesto, invitiamo rispettosamente a trasmettere la nostra lettera al Ministero dell’Istruzione per:
• Riconsiderare la decisione che limita l’insegnamento della lingua curda a tre lezioni a settimana.
• Salvaguardare il diritto degli studenti a un’istruzione di qualità nella loro lingua madre.
• Garantire che l’educazione della lingua curda rimanga una componente integrante del sistema educativo.
• Proteggere i risultati educativi e le competenze sviluppate negli anni di insegnamento e apprendimento della lingua curda.
• Impegnarsi in consultazioni e dialoghi significativi con insegnanti, i loro sindacati e altri stakeholder rilevanti dell’istruzione riguardo a eventuali modifiche proposte alle politiche linguistiche o curriculari.
• Garantire la partecipazione attiva dei rappresentanti degli insegnanti nelle discussioni sulle riforme educative che influenzano le condizioni di insegnamento e apprendimento.
La FLC CGIL rimane convinta che un dialogo costruttivo tra autorità educative e rappresentanti degli insegnanti offra la via migliore verso politiche che sostengano un’istruzione di qualità, la coesione sociale e i diritti di tutti gli studenti ed educatori.
Esortiamo rispettosamente, per il Suo tramite, il Ministero dell’Istruzione della Repubblica Araba di Siria a dialogare con gli insegnanti e i loro rappresentanti sindacali per trovare soluzioni che preservino i diritti educativi, rafforzino la qualità dell’istruzione e mantengano la fiducia nel sistema educativo.
Vi ringraziamo per la vostra attenzione a questa importante questione e attendiamo con interesse una risposta che illustri i passi che verranno intrapresi per affrontare queste preoccupazioni.
Cordiali saluti.
Gianna Fracassi






