Ultima modifica: 6 novembre 2026
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Istruzione e Ricerca, FLC CGIL: 20 novembre sciopero generale contro precarietà e salari da fame

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Roma, 5 novembre – “Il prossimo 20 novembre tutto il personale di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale e scuole non statali incrocerà le braccia per l’intera giornata nell’ambito dello sciopero generale nazionale proclamato dalla CGIL per difendere il lavoro, i diritti e la giustizia sociale”. Lo afferma, in una nota, la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“Al centro della mobilitazione – continua la nota – c’è la drammatica condizione salariale delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori della Conoscenza, schiacciati da stipendi tra i più bassi d’Europa e dall’assenza totale di risorse per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 per il recupero del potere d’acquisto. Davanti a misure del tutto insufficienti come la detassazione parziale del salario accessorio, rivendichiamo stanziamenti concreti per i contratti, l’istituzione di un fondo perequativo che allinei le retribuzioni a quelle del resto della Pubblica Amministrazione, il contrasto al dumping contrattuale nei settori privati e l’adeguamento immediato di FFO e FOE, oggi falcidiati dall’inflazione e incapaci persino di coprire le spese obbligatorie per il personale di atenei ed enti di ricerca”.

Per il sindacato di categoria: “Questo quadro allarmante viene definitivamente esasperato dai contenuti di una Legge di Bilancio che conferma l’aperta ostilità del Governo nei confronti dei nostri settori. Una manovra che colpisce duramente la scuola statale tagliando oltre 14 mila posti tra docenti e ATA in tre anni e bloccando il turn over nella ricerca, nell’AFAM e nelle università, mentre elargisce contributi all’istruzione privata. È ora di fermare lo smantellamento del sistema pubblico e dare risposte immediate al precariato diffuso con un piano straordinario di stabilizzazioni”.

“Solidali con la mobilitazione studentesca che convergerà nella stessa data, chiamiamo allo sciopero le lavoratrici e i lavoratori della Conoscenza per ribadire che non è più tollerabile lavorare con salari erosi dall’inflazione, organici tagliati, condizioni di precarietà e senza il rispetto che si deve a chi, ogni giorno, costruisce il futuro del Paese”. Conclude la nota.