Ultima modifica: 3 giugno 2020
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Fiducia sul DL scuola: il Governo sbaglia strada sulla scuola pubblica

03/06/2020

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Roma, 3 giugno 2020 – Il Governo pone la questione di fiducia sul DL scuola e ancora non si preoccupa di trovare le risorse e le riposte che alla scuola servono davvero.

La ripresa a settembre è strettamente legata ai numeri del precariato, un legame che non si può nascondere, perché all’inizio del prossimo anno scolastico tutti i nodi verranno al pettine. Ed è un tema che il DL scuola non risolve, rinviando addirittura le assunzioni possibili al prossimo anno scolastico.

200 mila cattedre prive di un titolare significheranno nomine di supplenti che dureranno per settimane a scuola già iniziata, con l’impossibilità di smistare gli alunni senza insegnante nelle altre classi, come si fa di solito, perché bisognerà garantire il distanziamento.

E’ assurdo che con questo decreto non se ne tenga conto e che, addirittura, la ministra dell’Istruzione si preoccupi sul precariato di dare numeri al ribasso, mentre negli altri paesi gli interventi per riaprire le scuole in sicurezza, con organici aggiuntivi e classi ridotte sono oggetto di interventi mirati e tempestivi.

Finora il ricorso alla didattica a distanza ha coperto tutti limiti del nostro sistema: le classi pollaio, gli organici ATA ridotti all’osso, il ricorso abnorme al precariato, l’insufficienza di docenti di sostegno e la mancanza di personale specializzato assunto in pianta stabile. Ma a settembre queste contraddizioni emergeranno tutte e il Governo sappia che né alunni, né famiglie, potranno sopportare il peso di una ripresa a singhiozzo, ancora incentrata sulla DaD.