Ultima modifica: 8 febbraio 2024
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Pubblicato il decreto di adozione dei modelli di certificazione delle competenze

Permangono le perplessità della FLC CGIL sul ruolo attribuito all’INVALSI.

08/02/2024

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È stato pubblicato martedì 6 febbraio 2024 il Decreto Ministeriale n. 14 del 30 gennaio 2024 di adozione dei modelli di certificazione delle competenze in attuazione della riforma dell’orientamento, disegnata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Riforma 1.4 “Riforma del sistema di orientamento” della milestone M4C1.5). Le Linee guida per l’orientamento, adottate con D.M. 328/2022, prevedono che siano raccordati e armonizzati i modelli di certificazione rilasciati al termine della classe quinta di scuola primaria, al termine del primo ciclo di istruzione agli studenti che superano l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, in assolvimento dell’obbligo di istruzione e in uscita dai percorsi di istruzione per gli adulti di primo livello.

Come preannunciato nell’incontro di informativa sindacale del 9 novembre 2023, le istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e del secondo ciclo di istruzione e i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) certificano l’acquisizione delle competenze progressivamente acquisite dagli studenti e dagli adulti attraverso modelli corrispondenti a ciascun percorso scolastico e contenuti in calce al decreto stesso:

  • certificazione delle competenze al termine della scuola primaria (Allegato A)
  • certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione (Allegato B)
  • certificazione delle competenze in assolvimento dell’obbligo di istruzione (Allegato C)
  • certificazione delle competenze al termine del primo livello – primo periodo didattico per i CPIA (Allegato D)
  • certificazione delle competenze al termine del primo livello – secondo periodo didattico per i CPIA (Allegato E).

Il decreto, all’art. 8, prevede anche la successiva pubblicazione di ulteriori linee guida contenenti indicazioni di orientamento per le procedure di rilascio della certificazione da parte delle scuole, soprattutto per quanto attiene la eterogeneità e molteplicità degli indirizzi di studio e della riforma in atto degli istituti tecnici e professionali; anche per tale motivo, per le varie annualità del secondo ciclo di istruzione, è prevista un’introduzione graduale, del modello di certificazione delle competenze.

Infine, all’art. 9 comma 7, si prevede che possano essere “apportate modifiche e/o integrazioni ai modelli di certificazione delle competenze di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6, anche a seguito di innovazioni ordinamentali. Il passaggio è probabilmente riferito alle recenti introduzioni del Liceo del made in Italy e della filiera tecnologico professionale, che al momento hanno ottenuto uno scarso riscontro tra le istituzioni scolastiche e che, come FLC CGIL abbiamo fortemente contrastato per l’impianto scarsamente formativo e per la reale riduzione del valore della scuola rispetto a un nuovo avviamento professionale. Sul provvedimento il Ministero aveva acquisito il parere favorevole del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, reso nella seduta plenaria n. 113 del 9 novembre 2023 e della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 25 gennaio 2024.

Il nostro commento

Permangono le criticità esposte nell’incontro del 9 novembre u.s., in quanto l’art. 4 del DM 14/24 ribadisce il ruolo invasivo dell’INVALSI per la certificazione delle competenze del primo ciclo di istruzione (allegato B). L’INVALSI, oltrepassando la propria funzione per la valutazione di sistema, entra nel merito della certificazione delle competenze la cui responsabilità non può che essere esclusivamente in capo all’autonomia dei Consigli di Classe. Rimane, inoltre, la perplessità sul metodo utilizzato dall’Amministrazione riguardo allo scarso coinvolgimento dei lavoratori della scuola, che subiranno l’aggravio di lavoro e l’ulteriore burocratizzazione della professionalità docente. Infatti, il tavolo del 9 novembre aveva concordato ulteriori momenti di approfondimento che non si sono verificati.